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Il Rinascimento italiano: una Primavera che non è mai diventata estate

Alla ricerca di un Nuovo Rinascimento, per applicare anche alla vita i principi degli artisti e dei filosofi rinascimentali

Il grande poeta Reiner Maria Rilke, osservando le bellezze del Rinascimento italiano, notava con una certa malinconia che il Rinascimento stesso era stato bloccato, non aveva portato a termine la sua missione; poeticamente lo definiva come una ‘primavera che non è mai diventata estate’.

Cosa significa per noi un simile pensiero? Nella società post-moderna vediamo un degrado totale: economico, politico, sociale, culturale e spirituale. Tale disastro è, a mio avviso, legato a ciò che i grandi iniziati del Rinascimento non sono riusciti a portare a termine…Uomini come Leonardo, Pico, Michelangelo, Paracelso, Giordano Bruno avevano un Paradigma nuovo e antichissimo nello stesso tempo e le loro opere sono rimaste su un piedistallo, lontane dalla massa, lasciata volutamente nell’ignoranza e nel pregiudizio.

Giordano Bruno in particolare è stato bruciato vivo, poiché affermava in modo profondo e forte ciò che oggi tanti studiosi si affannano a dimostrare: un cosmo vivente, dotato di senso, di scopo, di coscienza universale e divina. Temi come l’anima, il karma, i cicli cosmici, la reincarnazione, erano stati ripresi dai filosofi rinascimentali e il loro tentativo di sintesi originale ha prodotto capolavori unici nella storia dell’arte, ma nulla è passato nel cuore delle persone, nell’economia, nella medicina, nella politica; oggi abbiamo la necessità di portare a termine la missione degli iniziati del Rinascimento e ciò è possibile, poiché i mezzi di comunicazione permettono di creare un rete non solo digitale ma anche una rete spirituale, per una consapevolezza collettiva.

Senza una nuova consapevolezza legata alla scienza spirituale non c’è salvezza dal disastro moderno. Oggi possiamo recuperare non solo le opere del Rinascimento e proseguire con nuove sintesi, ma possiamo unire la scienza contemporanea con le tradizioni dell’oriente. In particolare io mi occupo proprio di questi temi ed auspico ad Urbino lo sviluppo di una tale rinascita, legata allo studio della letteratura sanscrita e delle scienze esoteriche che già nel Rinascimento erano state approfondite (alchimia, astrologia, kabbalah).

La tradizione vedica non è l’India, ma si riferisce ad una civiltà planetaria precedente a quelle della ‘storia ufficiale’ (fin troppo ideologica e colonialista). Questa civiltà è scomparsa, ma non la sua conoscenza; in ogni campo è possibile recuperarla: l’ayurveda per la medicina, il vastu per l’architettura, lo yoga per la scienza dell’anima…ecc ecc.

Il mio invito e la mia speranza si rivolgono a tutti coloro che, come me, vorranno partecipare a questa impresa: creare un Nuovo Rinascimento, una primavera che diventi finalmente estate. Questa estate non verrà meccanicamente, ma ci sarà solo se ognuno farà uno sforzo, un lavoro su di sé; allora, e solo allora, l’inverno del materialismo e delle ideologie consumistiche, potrà scomparire.

 

Scritto da Valentino Bellucci

Ha insegnato presso le università di Macerata e Urbino. Attualmente è docente di Storia e Filosofìa nei licei italiani. Si dedica da anni allo studio della cultura vedica e ha pubblicato un saggio sulla mistica indiana più esoterica: lo yoga devozionale indiano. Il Vaishnavismo (Xenia 2011). Ha al suo attivo importanti saggi e articoli di filosofìa e orientalistica.

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